Parità di genere e retribuzione

  1. Pari retribuzione a parità di lavoro: questo è un diritto fondamentale. Oggi in Europa le donne affrontano una discriminazione sistematica nel mercato del lavoro. Le donne sono pagate in media il 16% in meno rispetto ai loro colleghi maschi – l’equivalente di due mesi interi di lavoro non retribuito ogni anno. E sono anche penalizzate per le promozioni a causa del duraturo stigma della maternità sul posto di lavoro.
  2. Lotteremo per una soluzione europea alla discriminazione di genere sul posto di lavoro. Chiediamo uno Standard di Parità Salariale paneuropeo (EPS) che spezzi il divario retributivo di genere in tutti gli Stati membri. L’EPS impedisce a tutti i datori di lavoro di indagare sulle entrate passate come base per le trattative salariali, costringendo quindi tutti i datori di lavoro a basare le retribuzioni sulle competenze. L’EPS costringe anche tutti i datori di lavoro a pubblicare i loro pagamenti salariali interni per aumentare la trasparenza. Tutti i dipendenti sono autorizzati a chiedere conto delle diversità di paga tra colleghi e tutti i datori di lavoro devono rispondere con dettagliate spiegazioni sulle rimanenti differenze salariali.
  3. Lotteremo anche per la parità di genere in politica. Proponiamo l’introduzione di una clausola di parità di genere europea che assicuri un’uguale ed equa rappresentanza di donne e uomini in tutti i presìdi e consigli dell’Unione Europea. La proposta definirà anche le quote di genere nelle liste elettorali dei partiti politici presenti nel Parlamento Europeo. Solo un’uguale ripartizione del potere può salvaguardare davvero i diritti delle donne.
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